Buio all’orizzonte

Troppo passato
Troppa storia
Troppa cultura

E ci ritroviamo così
Gli uni contro gli altri

Di diverse regioni
Ma sembriamo venire
Da diversi pianeti

E ci chiudiamo nei nostri
Fortini di famiglia
Sicuri del passato
Timorosi dell’avvenire

Adesso siamo dunque
Serenissimi e Borboni
Padani e Forconi
Nemici di un problema
Non il Re o il governante
Ma il vicino furbettino

Che non è un Uomo Vero
è un periodo nuovo:
Il Medioevo 2.0

BitCoin, il vecchio “baratto” ma…… digitale !

In questi giorni per la prima volta nella storia un venditore di auto di lusso in California ha accettato di essere pagato in Bitcoin per la vendita di una Lamborghini Gallardo. Il bitcoin è scambiato come una normale valuta, e dando uno sguardo all’andamento del valore EUR/BTC e al numero ricerche fatte su Google,ecco i risultati

 bit1

Ma cosa è il BitCOIN? Facciamo un passo indietro….

Il baratto è stato il primo modo di fare commercio.

Due persone scambiano cose senza che altri necessariamente lo vengano a sapere.

L’introduzione della moneta e quindi di denaro e derivati ha, nel tempo, centralizzato ed omologato il modo di fare commercio, rendendoci dipendenti in termini di tracciabilità , tassazione etc.

Con le nuove direttive, le banche sono sempre più controllori del commercio in quanto gestiscono i soldi, ma in maniera “centralizzata” ovvero ogni pagamento sia reale (con banconote o assgni) sia virtuale (bonifici online, paypal) passano dalla banca.

Scordatevi tutto questo. Esiste un modo nuovo, moderno, intelligente, diretto e decentralizzato di effettuare pagamenti: il BITCOIN.

Incollo da Wikipedia per maggiori informazioni

Bitcoin (simbolo: ฿; codice: BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

La progettazione di Bitcoin prevede il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete. I bitcoin possono essere salvati su di un personal computer sotto forma di “portafoglio” o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso i bitcoin possono venir trasferiti attraverso Internet a chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin”. La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin o di introdurre inflazione creando nuova moneta.

I bitocoin possono essere scambiati da persona a persona tramite pc su internet con un link o tramite smartphone con chip NFC , semplicemente avvicinando 2 dispostivi e convalidando la transazione.
La crescente diffusione di smartphone fa pensare che in un futuro non troppo lontano tutti avranno possiblità di scambiare bitcoin, sostituendo di fatto la moneta in circolazione.
Questo sistema non controllato dall’alto delle banche, ma creato, cresciuto e maturato “dal basso”, potrebbe stravolgere il concetto tradizionale di economia al quale siamo abituati, portandoci a scambiare beni materiali con beni virtuali (da notare che con la new economy è esploso il fenomeno inverso, di acquistare beni virtuali con soldi reali).

Per ottenere bitcoin serve creare un portafoglio , cosa che si può fare qui
http://bitcoin.org/it/scegli-il-tuo-portafoglio

e poi comprare o “guadagnare” bitcoin come faccio io (Se conosci un po di inglese puoi seguire le istruzioni da questi siti)

http://www.bitbillions.com/?refid=12mvhKxRPKiTRyiRa69gX67EVxyH13KhVA
http://www.mybitcoinrewards.com/?refid=12mvhKxRPKiTRyiRa69gX67EVxyH13KhVA
http://www.bitfeud.com/?refid=12mvhKxRPKiTRyiRa69gX67EVxyH13KhVA

oppure partecipare a lotterie, pay per click ed altre attività

http://btcgeek.com/free-bitcoin/
http://bitcoinpertutti.wordpress.com/2013/04/20/bitcoin-in-regalo-una-lista

[non mi ritengo responsabile del contenuto dei siti indicati]

Ad ogni modo, vedremo se questo fenomeno sarà duraturo, o se sarà l’ennesima “bolla” .
Buon BitCoin a tutti
vtf

Made in Italy: io ci credo !!

La nota passione degli italiani per i motori, è terreno fertile per una serie di considerazioni di tipo economico, molto semplici e a mio avviso, azzeccate.

L’Eurozona è stato un fallimento. Non era possibile far convogliare sulla stessa strada nazioni economicamente diverse come Svezia/Germania e Grecia/Portogallo.

La Merkel dice che “La Grecia non doveva entrare in Europa”, ma se non ci fosse stata la Grecia,  “l’ultima” sarebbe stata un’altra… piuttosto dicesse che è stato un errore l’Euro (fortemente voluto dai tedeschi)

E senza rivangare la mondiale antipatia che questo popolo risveglia in ognuno di noi, ci troviamo, (per le politiche economiche e fiscali europee), con la nostra penisola INVASA di auto e moto tedesche.

Immatricolate in Germania (dove sono prodotte per i tedeschi e, giustamente, vendute a meno che all’estero) e importate in Italia. Nulla da dire sulla qualità: solide, moderne, sicure. Tristi, fredde, anonime.

Noi portiamo i nostri figlie nipoti a vedere cartoni animati (vedi CARS , CARS 2 etc) in cui le macchine veloci parlano italiano, sono ambientate in italia, si parla di Ferrari…. E poi? I ventenni di oggi sbavano per una Audi A1 che fa schifo? Che non ha storia , non ha fascino?

Un pò per scelta, un pò per tradizione, ma molto per istinto, ho avuto la fortuna di poter acquistare sia una Moto Guzzi che una Alfa Romeo, entrambe costruite al 100 % in italia (Mandello del Lario e Mirafiori).

Sono contento. Hanno un’anima. E ho dato un piccolo contributo al Made in Italy, in quanto ci credo.

Rimanendo in ambito motoristico, la passione per i motori, per le corse, “mettere il cuore” in un pezzo meccanico è nata in Italia e questo non può essere copiato, migliorato dai crucchi.

La 500 è l’auto più bella del mondo, il miglior restyling che si possa immaginare, e la 500 L , che non mi piace, ha comunque quel “non so che” che richiama gli anni d’oro di “La Dolce Vita”…

Marchionne decide proprio in queste ore di produrre la sportivissima 4C (in foto) interamente in Italia. Perfettamente in linea con quello che mi aspettavo.

Dobbiamo produrre e consumare per noi, valorizzare il nostro prodotto ed esportarlo a prezzo più alto. E questo vale per vino, cibo, moda, arredamento, ma anche cultura, musica e scienza.

E’ sano nazionalismo, attendere che si diffonda un sentimento comune di amore verso il nostro paese e quello che può fare, combattendo la diffusa rassegnazione e lo storico complesso di inferiorità nei confronti degli stranieri.

Nel momento di crisi che ci attanaglia,  mi ha fatto enorme piacere sentire la notizia che quest’anno “gli italiani sono ritornati nei campi a raccogliere i pomodori”.

Il segreto a mio avviso è lì: tornare a produrre e consumare, per noi in primis, in attesa di una probabile fine della Eurozona, con i pro e i contro che ci attendono. Ma almeno è un passo in avanti.

Ed io ci credo.

Immagine

Sharing . For a better World.

E’ incredibile.

Facebook ha avuto un impatto devastante su 4 generazioni di persone, dai 5 ai 65 anni. Negli ultimi anni si è assistito ad una enorme infiltrazione di PC in famiglie che non ne avrebbero mai avuto bisogno,  se non per far collegare la ragazzina di casa al social network. Ragazzine, appunto,  ultra-truccate, infra-vestite e normal-innamorate,  facevano la fila negli scorsi anni, ai centri commerciali per accaparrarsi netbook a 200 euro, da tenere giornate intere sulle gambe per inciuciare con le amiche e guardare le foto del bello della scuola.

E poi sono state copiate dalle loro mamme, che facevano lo stesso con le amiche, passando per vecchie conoscenze e ricette di torte. E poi lo stesso hanno fatto i papà, ritrovando vecchi amici del militare e trovando gruppi con le loro stesse (sopite) passioni per moto, musica, sport. E poi il tutto si è spostato sui tablet, smartphone, etc aumentando, in definitiva, la penetrazione del network nella socità, tanto da essere, a mio avviso, un buon punto di partenza per sviluppare la imminente, necessaria questione della identità digitale.

Ma al di la di questi risvolti di più alto spessore, è bene riflettere su di un aspetto importante: Qualcuno ricorderà le catene di S.Antonio , le vignette simpatiche, le barzellette, le mail di denuncia etc.: ebbene, quello che 20 anni fa girava via e-mail tra operatori del settore, studenti universitari ed appassionati di informatica, oggi lo troviamo “in bacheca” su miliardi di persone di tutte le estrazioni sociali e culturali. Per fare un esempio calzante, la questione degli stipendi alti dei parlamentari italiani (di cui poca carta stampata ne ha in passato denunciato l’inadeguatezza), è in rete da tempi immemori, ne lessi qualcosa verso la fine degli anni ‘90 sotto forma di e-mail di denuncia mandata da amici di amici (oggi verrebbe filtrata come spam… troppe persone e troppi “Fwd:”). Il sottoscritto, come tanti altri, ritenendo inopportuno un compenso così elevato,  abbiamo “inoltrato” ovvero CONDIVISO questa informazioni via e-mail. Al che, sfumando verso i social network, mi sono ritrovato di nuovo simpatici gattini, frasi più o meno note,  e politici ultra pagati quasi 15 anni dopo, addirittura sentendo “denunciare” da una mamma sulla 40ina questa situazione economica insostenibile, durante una festa del figlioletto in pizzeria.

Ebbene, il fatto che dopo migliaia di mail, migliaia di condivisioni e milioni di pensieri, dopo 15 anni OGGI in parlamento si parla di costi alti della politica, beh… è anche merito di questo.  Il Movimento 5 Stelle che nasce dalla Rete, porta temi attuali, semplici,  qualcuno direbbe “populisti”… io dico “democratici”. E , semplificando il processo, da una condivisione di “denuncia” arriva ad argomento in Parlamento. E siamo solo all’inizio.

Per questo, quando su facebook , Twitter, etc, vedo qualcosa per la quale vale la pena combattere (accertata la veridicità della fonte), qualcosa che mi fa star male e che voglio che finisca, come i continui abusi di potere, come i roghi tossici, la malasanità, le pubbliche amministrazioni assenti, le strade con le buche pericolose, le numerose manifestazioni di prepotenza, della criminnalità organizzata, ma anche quando vedo un bel paesaggio , una vignetta divertente, un video emozionate, anche un solo pensiero sensato….. per un mondo (un pochino) migliore, la nostra arma è un sola : CONDIVIDERE !!!!

Immagine

I ride… I feel.

Cosa affascina noi uomini del mondo dei motori? Quale inspiegabile magia si innesca al pensiero di un mezzo meccanico?

Fin da piccoli, alla vista di una nuova moto o di una auto sportiva, si era solito chiedere al fortunato proprietario “Quanto fa?” oppure ci si affacciava sul cruscotto della moto, rigorosamente analogico, e se non erano indicati almeno i 250 km/h sul fondoscala del tachimetro… beh … era visibile una certa delusione sul nostro volto.

L’ebrezza della velocità, la sensazione di potenza, il senso di libertà, la sfida del controllo sono solo alcune delle emozioni che si provano alla guida di un mezzo meccanico. Ed un vero intenditore ne sa trarre la vera essenza sia esso una Lamborghini da 500 Cv sia un Piaggio Ciao da 50 cc.

Dominare la macchina, stabilire un feeling con essa e immaginare ogni singolo pezzo meccanico che svolge il ruolo assegnatogli dal progettista, sono solo alcuni dei pensieri che vengono alla mente ad un “malato” dei motori e della meccanica, sia durante un giro in perferia, un viaggio di piacere, o il tragitto per andare al lavoro.

Ma è quando il mezzo è fermo che l’amore viene fuori con maggiore impeto: si osserva il proprio mezzo da ogni angolazione, si passa più tempo a lucidarlo che andarci in giro, si va alla ricerca maniacale di eventuali problemini vari, ci si compiace dell’acquisto , ci si vanta col primo malcapitato che ci interroga “Che modello è questa?” : poveraccio! Non sa che ha trovato il “Wikipedia vivente” di quel mezzo, sarà veramente disposto ad ascoltare, caratteristiche tecniche, pregi e difetti e, vera a spacconata, il suono del motore?

Il suono, appunto, sound , ha un ruolo fondamentale. Come un organismo vivente che respira, il suono di un motore, meglio se semplice, aspirato, raffreddato ad aria, è la sua vera espressione Quale goduria nell’ascoltare una melodia regolare che da cupa aumenta di intensità e frequenza, sprigionando tutta la sua forza… ed il rilascio del motore, gli scoppi più o meno regolari negli scarichi, magari accompagnata da qualche fiammata. Chi ha capito di cosa sto parlando sa quanto stile di guida, conoscenza dei regimi ed anche le condizioni metereologiche , incindono sensibilmente sulle prestazioni e sul risultato sonoro.

Ed allora il pensiero va a Watt, Stirling,Wankel, Ford e coloro che hanno realizzato il sogno del “carro senza cavalli”, domando le combustioni in un blocco di metallo, sincronizzandole con leveraggi, volani , meccanismi votati alla generazione di spinta.. movimento…. energia.

Concludo con un video, consigliato da un altro amico “malato” di moto e motori, che bene rappresenta l’essenza del feeling tra uomo e macchina.

Grazie a Sara che segue e alimenta questa passione, gli amici del V7 Touring Club, poi Gaetano, compare Rosario, Andrea, amici della auletta di Ingegneria…
E un saluto al mio papà che mi ha trasmesso questa passione. E che adesso è nel paradiso dell’ingegneria.
Non dimenticherò mai le domeniche di primavera come questa, passate in garage , dove mi spiegava con tanta pazienza ogni cosa mentre si tentava di mettere in moto il Guzzi rosso del dopoguerra…con immancabile giretto-premio.

:::::::::::

Manipolazione delle informazioni.

Vi prego di guardare questo servizio, che mi ha colpito molto.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-98a83f4c-1a9a-418b-b29f-1ef22f9c2135.html

Mandato in onda su Rai 3 domenica a pranzo, parla di tutti quelli che hanno votato M5S , e che adesso vogliono che si faccia alleanza con PD.
Io trovo questo servizio al limite dell’etica professionale di un giornalista, in quanto l’autrice di questo servizio, pagata dal nostro canone RAI, riporta in TV pubblica .. udite udite…. niente di meno che COMMENTI presi DA FACEBOOK!!!!
Che ignoranza! Che superficialità!!  Potrebbero essere suoi nipotini, oppure account fasulli che scrivono quello che vi dicono in redazione, o ancora prezzolati dei PDMENOELLE.
Non esiste ancora una identità digitale. Non hanno un valore queste “dichiarazioni” A questo punto siamo pronti per averla, tutti, una identità digitale validata
Quello che  gli ex-governatori non capiscono è il nesso tra reale e virtuale
Gli ex-governatori (pagati con le tasse) mandavano mercenari (pagati con finanziamento pubblico ai partiti) ai salotti nazionali (pagati col canone) a fare propaganda che fa presa sui drogati di piccolo schermo.
internet per loro è “di secondo piano”… SBAGLIATO!!! quando se ne accorgono, è troppo tardi: persone AUTONOME (qualcunoi le definirebbe anarchici) si sono già identificati nel non-sistema, palesemente fallito.
Gli obesi della seconda Repubblica stanno sul divano di casa, passando da SKY Calcio, a Ballarò, ai reality. Il Nuovo Movimento fa opinione su internet ma poi riempie le piazze.
Alcuni vedono in Grillo un nuovo dittatore, il regime invece era già in atto.
Questa che vediamo su RAI, MEDIASET, SKY è solo una cosa

M A N I P O L A Z I O N E   D E L L E   I N F O R M A Z I O N I

Quello che scrivo NON è la realtà assoluta, è una mia visione, ma invito chiunque a fare una cosa:

SPEGNERE LA TV.

 

 

 

Google Trends: impariamo dal passato.

Google , mediante il suo strumento chiamato “Trends” mette a disposizione grafici derivanti dal numero di ricerche effettuate nel motore di ricerca su una o più parole specifiche.

E’ una funzione che può sembrare banale, ma in un periodo di personale avvicinamento ai grafici economici, non  ho resistito alla loro maccheronica interpretazione.

Ho provato con le prime cose che mi venivano in mente.

Partiamo, ovviamente,  dalla mia “Moto Guzzi”:

guzzi

Osservando questo grafico, possiamo notare 2 cose:

1) La incredibile costanza del picco relativo del numero di ricerche in prossimità dei mesi di aprile, in pieno “spring break” (inteso come “esplosione della Primavera”, non come cedimento degli ammortizzatori :-))

2) La leggera, lenta e, speriamo, non definitiva tendenza a diminuire nel tempo dell’interesse. La V7 Classic nel 2008 e la California oggi hanno dato una scossa… ma sostanzialmente la moto sta diventando sempre più “di nicchia”. Per fortuna.

Andiamo avanti… poco dopo le elezioni cerchiamo “Beppe Grillo”:

grillo

Da questo grafico si nota il picco nel settebre 2007, epoca dei V-Days (da non confondere con i V7-Days) oltre ovviamente a quello delle recenti elezioni di febbraio 2013.

Passiamo a una frase che mi fa sorridere: “Come fare soldi”:

soldi

Spesso ricercata quando “si è alla frutta”, ultimamente la frase è tristemente di moda, con un picco a novembre 2011, dopo il quale pare ,che in Italia, o abbiamo capito come fare soldi o abbiamo capito che non c’e’ scritto su internet.

Ad ogni modo è presente un punto di minimo relativo che risale a giugno 2010: così, su due piedi, me lo spiego come la nostra l’ultima 14esima “soddisfacente”.

Si può andare all’infinito.. provate a cercare iPad, Belen, Ferrari, Twitter, ….. per divertirvi. Si possono studiare  andamenti per vedere evoluzione di domanda di mercato di determinati prodotti, etc.. l’utilizzo che se ne può fare è incredibile.

Va da se che tendenzialmente tutti i grafici sono con volume in aumento, anche per la diffusione via via maggiore di Internet, anche a livello mobile, e ovviamente il sistema restituisce un grafico solo per un numero considerevole di ricerche.

Google offre anche una “previsione” di ricerca, ma a mio avviso lascia il tempo che trova.

Chiudo con un grafico che ha un andamento medio che è in calo sul lungo periodo e che ha una forma “a dente di sega” : rimarrà sempre una cosa che tutti vogliono, tutti cercano e tutti aspettano!!

vacanza

E tu…. hai già prenotato?

Ciao

 

[Disclaimer: tutti i grafici sono di proprietà di Google. Si coglie l’occasione per ringraziare Google di aver migliorato il mondo.]

Onestà, 5 stelle e ottimismo

Immagine

“L’onestà andrà di moda”. Con questa frase Beppe Grillo , il giorno delle elezioni politiche 2013, trasmette  un messaggio fondamentale agli italiani, facendoli sentire finalmente rappresentati da qualcuno che come loro ha subito ingiustizie “dal sistema”, ne paga quotidianamente le conseguenze e vuole dire basta. Votare M5S ha reso il 25 febbraio una sorta di 25 aprile, una Liberazione dalla vecchia politica, costosa, lenta, macchinosa, corrotta.

Oggi, a poche ore dai risultati,  sono molti di più i “pentiti” di aver votato i “dinosauri”, piuttosto che i delusi degli stessi, molti tornerebbero indietro per mettere una X sul simbolo giallo, colore “nuovo” della politica italiana. In tanti hanno accusato il movimento di essere “antipolitico”: era “politica” quella italiana degli ultimi, diciamo, …. 10 anni?

Fare politica con poco si può ed è stato dimostrato.Con un sistema di autofinanziamento, senza soldi pubblici, M5S è la prima rappresentanza  alla Camera e terza al Senato (dove si vota con età maggiore ai 25 anni). Questo fa pensare dove sono andati i soldi trattenuti in busta paga, dalle pensioni, i tagli etc. ovvero nella macchina politica e burocratica.

Ma tornando al discorso della onestà e del sentimento di “rivalsa” verso l’ingiusto, fermo restando una necessaria riforma elettorale, lo scenario che si prospetta è quello del “si decide legge per legge”, senza destra, sinistra, alleanze, coalizioni etc. ovvero tante persone che votano PER IL BENE DEGLI ITALIANI. Suona strano, lo avevamo quasi dimenticato,  un concetto difficile da maturare eppure è così semplice, basta solo paragonare le Camere ad una riunione di condominio, dove non ci sono coalizioni e si prendono decisioni democratiche.

Importante è notare come Tv e Stampa (con relativi siti internet) hanno prima demonizzato,  poi ignorato Grillo, che “solo” con internet (blog e streaming dei comizi) ha , quasi all’insaputa di molti, raccolto consensi spiegando concetti complicati in maniera semplice, da persona normale a persone normali. Non c’erano frasi che aizzavano a scrosci di applausi, slogan e propagandate simili, ma un semplice comizio, da Nobel della comunicazione.

Certo, su internet Grillo non ha rivali, la par condicio poi non ha senso in quanto l’utente sceglie cosa vedere, ma sfido chiunque a ripetere una impresa simile, che affonda le radici nel “taglio” alla RAI passando per il Blog, i social network e trovando terreno fertile dopo la crisi economica.

Molti hanno parlato di Casaleggio, personaggio “oscuro” alle spalle di Grillo, come burattinaio di una ipotetica cospirazione massonica. A me sembra normalissimo, quasi uno sfigato… Cosa dire: A volte le persone hanno necessità di sentirsi inferiori a qualcuno, a volte le persone vogliono vedere del male per sentirsi bene…. e per queste persone va benissimo anche una dittatura stile anni ’30.

Chi vi scrive guarda pochissima tv, è perennemente collegato alla Rete, e sorride all’idea che Monti ha assoldato lo stratega di Obama per la sua campagna elettorale (un pó meno pensando che lo ha fatto coi soldi pubblici): Ha funzionato all’estero dove non hanno IMU e i giornalisti fanno arrivare quello che vogliono, influenzando i mercati.

La cosa importante è che, ad ogni modo, torneranno in parlamento persone straordinariamente semplici, oneste ed intelligenti e pronti a proporre leggi, votare SI o NO a leggi di parlamentari di “destra” o “sinistra” i quali, finalmente, hanno i riflettori puntati addosso e cominciano a sudare.

E siamo solo a febbraio.

LinkedIn… “collegato dentro a….” niente!

Dunque, vediamo…. LinkedIn… traduco al volo “Collegato in…”  bene: scriviamoci su!

Questa sera, dopo una lunga sessione su Linkedin, abbastanza divertito ho deciso di scrivere 2 righe su come ne ho “usufruito”

Ebbene, più o meno è andata così:

Iscrizione:Nome, Cognome… fin qui facile… titoli di studio… corsi.. lavori… beh è un “curriculum” poi: conoscenze aquisite: fermi tutti! Ho buttato 10 anni di studi! 🙂

Mi reputo un buon conoscitore della lingua inglese, ma certi termini tra cui scegliere mi fanno sentire dapprima un emerito idiota; poi (immaginando quei “chief-achieved” o “supply-manager” si vantano solo tra di loro in sterili party da multinazionali) mi sono messo a sorridere (da idiota)

Andiamo avanti. Penso:”cerca un contatto, un amico, un collega, una ex società” … che poi col sistema dei  collegamenti diventano 15, poi 3829, poi 6.022×10^23…
Durante questa ricerca (senza alcun fine e che crea dipendenza) ho visto:

-un mole (!) di persone che non me ne può fregà de meno.
-persone che , giuro, credevo morte;
-ragazze e amiche finalmente vestite bene;
-amici in giacca e cravatta (vera uniforme da super manager/tagliente!) alcuni in abito da sposo ( allargato dalla mamma per il primo lavoro)
-persone che, da ragazzini non riuscivano a svitarsi la sella della bici, adesso progettano elementi hardware/software del mio smartphone.

Al di la della funzione profilo, ovvero “curriculum pubblico” che è la versione cinica/competitiva di facebook (“vediamo sto stronzo che fine ha fatto… AH un Master!! beh..soldi buttati! IH IH”) non vedo un grosso movimento di posti di lavoro…

La bacheca serve a ben poco….. solo ad osservare altre anime in pena che stanno qualche giorno dietro di te nella linkedin-esperienza

Dopo una breve riflessione sulla enorme quantità di dati, di gente che cerca lavoro, di gente che vende prodotti, di società che offrono lavoro , di gente che spera di aver trovato la chiave di svolta, ….. ad oggi ti fermi a riflettere e ti accorgi che sai pochissime notizie di moltissime persone e questa cosa ti cambia la vita, ti aumenta il senso di solitudine.

Linkedin ha troppo inglese, troppo rigido nel classificare le competenze,in questo voglio essere old economy e divertirmi con i gadget prodotti dai super-knowledged della new economy

Concludendo a mio avviso, non serve a granchè , “Collegato in niente” ma io ci resto volentieri per 2 motivi.

-noto e manifesto amore dell’effimero

-personale temperamento “pane e puparuoli”

Se questa la mettono come conoscenza aquisita in inglese ditemelo, che aggiorno il profilo.

Roberto Serpico

(dicono “Production Manager”)

[si ringrazia la Prof.ssa Giordano che mi rimandò a settembre e mi fece imparare l’Inglese, nonchè Google Traduttore per alcuni passaggi ]